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NUOVA EMERGENZA AMBIENTALE

Ci risiamo: non bastava la questione nucleare, e neppure il rischio di avere 4 centrali  a biomasse (al momento evitato): ora, su un terreno vicino al Bosco della Partecipanza, di proprietà dell'Istituto per il sostentamento del clero, si vuole costruire una centrale a biogas. Impatto occupazionale: 1 dipendente. Utilità per la nostra città: nessuna. Vari Enti (ricordiamo in particolare Legambiente ed il Partito Democratico di  Trino) si stanno occupando della questione, ed organizzeranno a breve una serata informativa. Invitiamo tutti i cittadini ad informarsi e ad esprimere la contrarietà a questo ennesimo ed inutile attentato ambientale, per salvaguardare l'ambiente, il paesaggio e la salute nostra e delle generazioni future.

 

 

Petizione popolare a sostegno dell'autonomia della Partecipanza dei Boschi di Trino. Scaricate la petizione, leggetela e diffondetela. Il Gruppo Senza Sede partecipa alla raccolta firme, la sottoscrizione può essere effettuata anche tramite il nostro sito, è sufficiente scrivere i dati richiesti cliccando su questo file.

 

 

Malati di Alzheimer: le famiglie saranno tutelate?

di Nicola Bruno Volontario Comitato per la difesa dei diritti degli assistiti

Ho letto l’articolo pubblicato su “il Monferrato” di martedì 03 gennaio sui malati d’Alzheimer rivisitati dalla commissione dell’Unità Valutativa Geriatrica e resi come normali pazienti, creando grande preoccupazione fra le famiglie (giustamente), perché la nuova valutazione consente, che i loro cari vengano inseritiin reparti (media intensità), con un' assistenza inferiore. Questo passaggio da “alta intensità”, a “bassa intensità” chiaramente per l’ASL comporta un bel risparmio economico: direttive da parte della Regione affinché vengano effettuati i tagli per economizzare? Io dico che non si può risparmiare sulla pelle dei malati cronici non autosufficienti e, ancor peggio sui malati d’Alzheimer! Si possono ridurre gli sprechi in Sanità, ma non si può pensare di negare il diritto alla salute. Purtroppo siamo ancora lontani dall’aver raggiunto, nel nostro Paese un livello di servizi che siano di reale sostegno all’ammalato e alla famiglia e, a misura del loro effettivo bisogno. Sembra essere una litania, quella che ci sentiamo sempre dire: non ci sono soldi, lo Stato non ci manda più fondi per far fronte a tutti i problemi sociosanitari. Non è vero, il problema è che, verso i problemi di chi si trova in stato di bisogno non viene posta la giusta attenzione. La malattia di Alzheimer rappresenta il 50-55% circa della galassia delle demenze e, al momento non esistono certezze sui fattori che conducono un individuo ad ammalarsi di Alzheimer e, dal momento in cui viene formulata la diagnosi, per tutta la famiglia, non solo per la persona malata, si apre un doloroso periodo di vita fatto di incertezza, solitudine, fatica e preoccupazione, sostenendo un carico finanziario, affettivo, e psicologico altissimo. Purtroppo dalla malattia non si guarisce e, sinceramente non capisco il metodo usato dalla commissione dell’ASL nel rivalutare i pazienti del reparto”Alfa” affetti d’Alzheimer valutandoli di “media intensità”. In Piemonte ci sono 22mila persone sofferenti di questo morbo, e la metà, non riceve alcun aiuto a causa di una carenza di fondi per la cura e, l’assistenza: un dato questo allarmante. Un altro dato che dovrebbe far riflettere è che ci sono 11mila anziani non autosufficienti seguiti a casa da parenti, senza alcun tipo di sostegno, anche economico, o, in attesa di un letto in una struttura adeguata e, che sempre a causa dei ridotti finanziamenti, mancano 8mila letti per le cure socio-sanitarie, peggiorando di fatto la questione delle liste di attesa per i letti convenzionati. Il comitato per la difesa dei diritti degli assistiti, che ha sede a Torino in via degli Artisti 36 (tel. 011/8124469, fax 011/8122595) si offre volontariamente per le famiglie che vorranno presentare ricorso contro la decisione della commissione dell’ASL.

Caro lettore,

come avrà letto su queste stesse colonne, dopo la pubblicazione del servizio sul nostro giornale, la Casa di Riposo e l’ASL hanno trovato un accordo che pare essere positivo. Resta l’interrogativo - che lei giustamente rileva e che merita approfondimenti - sui malati che vengono assistiti al proprio domicilio. Il timore delle famiglie è che i singoli cittadini, il cui potere contrattuale è evidentemente inferiore a quello dell’istituto presieduto da Maurizio Carandini subiscano lo stesso tipo di disconoscimento con gravi conseguenze nell’accesso agli strumenti con cui garantiscono l’assistenza ai proprio familiari. (n.d.r.)

Pubblicata su "Il Monferrato" il 13/01/2012

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Lettera di Nicola Bruno e Massimo Aglietta sullo stato in cui versa l'amministrazione comunale, inviata ai giornali locali.

Sui giornali del 30 dicembre 2011, tra proposte di cenoni ed aspettative di serenità per il nuovo anno, la pagina dedicata a Trino, con gli scontri tra gli amministratori comunali di maggioranza ed i commenti vari della minoranza, si eleva a supplicare un titolo : “ Laggiù nel Montana, tra mandrie e cow-boy, c’è sempre qualcuno di troppo tra di noi “ (celebre inizio di una pubblicità di Carosello). Il raffazzonato  “panissa western” di Natale, ha come protagonisti principali quegli stessi “gringos” che meno di due mesi fa, boccheggiavano sull’argine del Po sostenendo, il ruolo di chi sa tutelare la gente, unendo le forze, lavorando con sinergia ed armonia, mai perdendo di vista nel gioco di squadra, gli obiettivi del bene comune e della sicurezza, che puntualmente ritroviamo nelle esternazioni del 30 dicembre. Evviva! Auguri! Come nei western che si rispettino, il buono (quasi martire), il brutto ed il cattivo, si affrontano al centro della piazza mentre, dalle finestre degli edifici circostanti, piovono a corollario colpi a salve: “ Come si stava bene quando c’era lo spirito di squadra, iniziale……”, ( chissà di chi sarà la colpa se si è perso?). Raffiche di manifestazioni di umana comprensione, riguardanti le motivazioni personali sfociate in certe “durissime scelte”. Dalla piazza sono attenti a rilanciare, con qualche “mea culpa” ad hoc ed adeguate dichiarazioni su come, malgrado gli oltraggi, si sia riusciti a trascorrere un discreto Natale e ci si appresti ad affrontare il Capodanno reggendone stoicamente il peso. Dal saloon, giungono voci su mancati aumenti di indennità di carica, sull’inopportunità di dotarsi di addetti stampa personali, (qui vogliamo spezzare una colt a favore : un primo cittadino merita di vedersi pubblicate dichiarazioni intelligenti, che non andrebbero a pregiudicare le azioni), il vociare si intensifica su certe dimenticanze di evasione di pratiche e su ripicche intestine. I contendenti in piazza, non mancano di far giungere  all’orecchio popolare l’elenco dei progetti futuri, con una pennellata di umiltà si chiede aiuto “gratis” ai cittadini, perché in fondo proprio di questo si sente la necessità: qualcuno che si rimbocchi le maniche……: gli altri. Non può mancare nell’inquadratura finale, il becchino col metro che, sconsolato, prende atto delle inevitabili ferite, lasciate aperte e sanguinanti a futura memoria, (che western sarebbe senza sugo di pomodoro?). Il degrado politico-sociale di questa città è ben rappresentato dalla profonda lacerazione che colpisce la Giunta, che da un po’ di tempo, amministra la nostra città  in preda a forti crisi politiche interne, che finora si sono risolte in farse e che hanno di fatto rimandato l’inevitabile resa dei conti. Non si può continuare ad andare avanti per tregue armate, tra chi vuol far finta di niente , minimizza e chi denuncia situazioni portatrici di propri interessi: Trino non è un polpettone di carne da spartirsi, ma una città da rilanciare, e una città non si rilancia con conferenze stampa di fine anno, prendendo in giro i trinesi, arrampicandosi sugli specchi per promettere una Trino migliore che non esiste e, che, né il Sindaco, né la sua Giunta, sono in grado di regalarci. Per concludere: ai pochi irriducibili “gossipari” che avessero aderito al cenone di fine anno al mercato coperto, sperando di vedere tartine al salmone sfracellarsi sulle teste dei duellanti, ricordiamo come finiva quel Carosello: “……E vedendo la carne Montana che stringo, alè vengon tutti a mangiare con Gringo!”       Massimo Aglietta  Nicola  Bruno                                                                                      Gennaio 2012

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Giovedì 15 dicembre 2011 alle ore 21

Paolo Ferrero presenta il romanzo

"Una vita in granata"

Targa d'onore al premio Bancarella sport - I proventi della vendita sono destinatiall' ANFFAS di Casale Monferrato

Vi invitiamo a partecipare a questo bel momento culturale, sarete tutti ospiti graditi (indipendentemente dalla fede calcistica) - Presentazione della serata - Scaricate la locandina.- Immagini della serata - Articolo pubblicato su "La Sesia" il 20 dicembre 2011.

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Venerdì 11 novembre 2011 alle ore 21

Gianfelice Facchetti presenta il suo libro

"Se no che gente saremmo"Giocare, resistere e altre cose imparate da mio padre Giacinto

iniziativa organizzata da Interclub Grange Neroazzurre e Gruppo senza Sede

Vi aspettiamo numerosi - Scaricate la Locandina

Articolo pubblicato su "La Sesia" - Immagini della serata

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4 novembre 2011, Biblioteca Civica di Livorno Ferraris, ore 21,00: "prepariamoci a vivere in un mondo con meno risorse, meno energia, meno abbondanza... e forse più felicità. Presentazione del Libro di Luca Mercalli "Prepariamoci". Interverrà l'autore. Locandina

Petizione popolare relativa all'assistenza dei malati cronici non autosufficienti:

Ulteriori aggiornamenti

Elenco completo delle adesioni finora pervenute. Al riguardo si sottolinea la grande importanza del sostegno di personalità e di Organizzazioni pubbliche e private alla Petizione e alle attività di tutela dei diritti delle persone non autosufficienti;

Documento del 25 ottobre 2011 “Norme più importanti riguardanti le persone non autosufficienti perché colpite da patologie o da handicap gravemente invalidanti: appunti in merito alla proposta istituzione di un fondo per la non autosufficienza”;

  Testo della Newsletter del 28 ottobre 2011 del Presidente della Sezione provinciale di Torino dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti a sostegno della Petizione.

- Resoconto incontro 4 ottobre 2011;

- Petizione nazionale;

- Delibera di adesione alla Petizione di vari Enti;

- Lettera inviata dal Difensore Civico alla direzione della Sanità della Regione Piemonte;

-  Messaggio inviato dal Csa (Coordinamento sanità e assistenza fra i movimenti di base)  u.s. al Presidente e ai Componenti della Commissione Finanze della Camera dei Deputati.

Secondo comunicato stampa relativo alla raccolta firme.

Gentile  direttore,

sabato 1° ottobre , nell’ambito della manifestazione “cioccolatissima” tenutasi in Crescentino,  l’Associazione Culturale “Gruppo senza sede”, ha presenziato uno degli stand per promuovere la cultura e la solidarietà a cura del Centro servizi per il volontariato della Provincia di Vercelli, nell’occasione sono state raccolte congiuntamente 120 firme in appoggio alla seconda petizione Regionale per difendere i diritti esigibili dei cittadini più deboli e, altrettante 120 firme a sostegno di  una nuova petizione popolare Nazionale  per il finanziamento dei “Lea”( Livelli assistenziali di assistenza sanitaria).

Con la nuova petizione popolare nazionale (promossa dalla Fondazione Promozione Sociale onlus di Torino assieme ad altre organizzazioni) si chiede ai nostri Parlamentari di assumere gli urgentissimi provvedimenti necessari per assicurare la completa copertura finanziaria dei “Lea”, in quanto a rischio i diritti delle persone non autosufficienti, a causa del disegno di legge n. 4566 “Delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale”, presentata alla Camera dei Deputati il 29 luglio scorso. Da parte di molti amministratori di Regioni e di Comuni l’iniziativa dovrebbe modificare le norme vigenti allo scopo di imporre la compartecipazione delle famiglie alle spese di ricovero dei congiunti non autosufficienti presso strutture residenziali. Ricordiamo che attualmente in caso di ricovero, la retta è coperta dall’Asl al 40% al 70%, mentre l’altra parte è a carico dell’utente sulla base dei suoi redditi e beni, senza alcun coinvolgimento dei congiunti: l’eventuale quota non coperta dall’utente è a carico del Comune. Con la riforma fiscale e assistenziale vi è altresì il rischio del peggioramento delle attuali condizioni previste per l’erogazione delle pensioni di invalidità e delle indennità di accompagnamento. Come membri dell’Associazione Gruppo senza sede, da sempre sensibili alle problematiche sociali, daremo pieno appoggio a questa nuova petizione visto le decine di migliaia di persone non autosufficienti (anziani colpiti da patologie invalidanti, dementi senili, soggetti con handicap intellettivo,malati psichiatrici gravi e limitata autonomia) alle quali sono molto spesso negate le prestazioni socio-sanitarie. In base ai Lea, le persone sopra indicate hanno il diritto esigibile alle prestazioni  socio-sanitarie: semiresidenziali (centri diurni per dementi senili o per i soggetti con handicap intellettivo o per i malati psichiatrici molto gravi) e residenziali (Rsa, Residenze sanitarie assistenziali o strutture analoghe o comunità alloggio per le persone con handicap). Detti diritti devono essere attuati dalle Asl e dai Comuni singoli e associati, che non possono negare o ritardare le prestazioni nemmeno con il pretesto della mancanza di finanziamenti o di personale.

Il testo della Petizione popolare nazionale è scaricabile dal sito www.fondazionepromozionesociale.it in cui sono anche elencate le modalità per ottenere l’attuazione dei diritti previsti dalle leggi vigenti.

Trino, 10 ottobre 2011                       Il Gruppo senza sede

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I nostri Amici

Scuola di pace di Boves

 

 

Gruppo di Ricerca per la Prevenzione della Patologia Ambientale - Associazione Scientifica senza fini di lucro

 

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Visitate le altre pagine del nostro Sito, dove potrete trovare i documenti sulle nostre attività, ulteriori informazioni ed approfondimenti sui temi che ci stanno a cuore.


I sottoscritti componenti del «Comitato per la petizione popolare a sostegno della Partecipanza dei Boschi» chiuderanno entro il corrente mese di novembre la pubblica sottoscrizione.

La ragione è nota: con un colpo di mano legislativo indicibile la Giunta Regionale del Piemonte ha di fatto eliminato l’autonomia e l’indipendenza della Partecipanza dei Boschi nella gestione del suo patrimonio di comunità, nonché la sua rappresentanza istituzionale all’interno del nuovo ente di gestione denominato «aree protette del Po Vc/Al e del Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino».

Attraverso la nostra petizione popolare i firmatari sottoscrivono semplicemente l’ ordine del giorno deliberato dal Consiglio Comunale di Trino in data 29 settembre 2011: “Intervenire nei confronti del Presidente della Regione, dell’Assessore Regionale competente, della Giunta e del Consiglio Regionale affinché si proceda  tempestivamente a modificare il testo licenziato dal Consiglio Regionale in data 28.7.2011…ripristinando in tal modo la precedente situazione legislativa che ha dimostrato di portare significativi benefici ad un unico e plurisecolare patrimonio di comunità ed a tutto il territorio circostante”. Si chiede cioè che sia ancora garantita la rappresentatività della Partecipanza all’interno dell’area protetta che porta il suo nome ed assicurata alla stessa la gestione diretta del Bosco delle Sorti, così come avviene dal 1275.

Molte persone (tanti giovani), come semplici cittadini e come rappresentanti di gruppi sociali e culturali, hanno sottoscritto la petizione, dimostrando tangibilmente solidarietà civile e territoriale, rispetto per la dignità istituzionale e (soprattutto da parte dei Trinesi) un forte legame affettivo all’antico Sodalizio ed al suo bosco. Fra le altre che ancora si aggiungeranno non potranno mancare, a nostro avviso, l’ing. Ettore Broveglio e il dr. Dario Zocco, rispettivamente Presidente e Direttore del Parco del Po Al/Vc; sono infatti personalità di spicco del mondo politico-amministrativo ed ambientale piemontese, la cui onestà intellettuale non può disconoscere come l’autogoverno dei “partecipanti” abbia reso possibile, per 19 anni, la corretta e vantaggiosa gestione (sia finanziaria sia colturale) del Parco Naturale del Bosco delle Sorti, e come la storia plurisecolare della Partecipanza rappresenti un vero e radicato patrimonio culturale e territoriale della comunità vercellese ed alessandrina. Per questo attendiamo la loro sottoscrizione-dichiarazione pubblica: per noi e per la Partecipanza rappresenterebbe un riscatto significativo ad una ingiusta (ed inutile) norma giuridica a danno dell’antico Sodalizio trinese.

  Trino, novembre 2011

Nicola Bruno, Santina Ferrarotti, Giuseppe Fracassi, Piero Gennaro, Patrizia Massazza, Orlando Osenga.

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GSS: Più rispetto per il comunismo.

Gentile Direttore, Il consigliere comunale di minoranza Alessandro Giolito in ogni suo intervento riesce a sprigionare preoccupanti dosi di incultura e arroganza. Prendiamo l'ultimo consiglio comunale (29 settembre 2011) in cuiha affermato: " Quando io divenni assessore al bilancio nel 2002 subentrai dopo 27 anni di comunismo: non avevamo investimenti, eravamo senza soldi in cassa, con mutui pazzeschi da pagare". Al di là dell'affermazione che il comune fosse in bancarotta, sulla quale gli amministratori del tempo dovranno zittire Giolito, quel che colpisce dell'intervento è il riferimento ai "ventisette anni di comunismo". Non è infatti tollerabile che un rappresentante delle istituzioni repubblicane possa insultare la nostra storia cittadina e le tante persone che, attraverso la passione civile e politica, l'hanno determinata. tra queste molti comunisti: Achille Pollone, Vincenzo Palazzo, Carlo Irico, Antonia  Pollone, Angelo Irico, Pietro Montarolo, Francesco Audisio, Mario Novarese, Luigi Tricerri, Francesco Montarolo, Mario Fiore, Mario Florio, Emiliana Gorlero, Eusebo Mandosino, Luigia Ferraris, Vincenzo Guaschino, Luigi Gardano, Vittoria Dorato, Antonio Coralli, Domenico Tavano, Carlo Tricerri, Lina Tavano, Giovanni Osenga,  Adriano Demaria. Questi concittadini, dal 1921 agli anni '70 del secolo scorso, hanno partecipato alla vita politico-amministrativa e sociale di Trino, contribuendo alla lenta e faticosa emancipazione della povera gente trinese da cui, volente o nolente, la maggior parte di noi (Giolito compreso) discende. Tra i nomi citati, i fondatori del PC d'I. di trino, due caduti per la Resistenza, tre sindaci, diversi assessori e consiglieri comunali, sindacalisti e attivisti che, in vario modo, hanno costruito le basi per quelle amministrazioni democratiche all'interno delle quali il Pci, dal 1946 ad oggi, ha saputo collaborare sia come foza di governo sia come forza di opposizione. Per queste ragioni il consigliere Giolito deve rispetto agli "anni di comunismo" trinese.

Associazione Culturale Gruppo senza Sede. Pubblicato su "La Sesia dell'11/10/2011