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A proposito di centrali a biomasse, sui giornali locali si conferma che il giorno 22 settembre 2010 in Provincia avrà luogo la conferenza dei servizi, durante la quale si discuteranno le richieste relative alle 4 centrali a biomasse che dovrebbero essere impiantante a Trino. La prima conferenza era stata convocata per il 16 febbraio, ma il giorno 15 le Società proponenti avevano chiesto la sospensione di 60 giorni per fornire al Comune ed agl enti interessati le delucidazione tecniche e societarie. Il 29 aprile le società avevano chiesto una ulteriore sospensione per fornire ulteriori approfondimenti tecnici, ma ad oggi, a detta degli uffici provinciali, non è giunta alcuna integrazione. Invitiamo i Cittadini a non abbassare la guardia ma a seguire con attenzione la vicenda, preparandosi ad una seria e ferma opposizione ai progetti in caso dell'approvazione degli stessi da parte delle istituzioni, per la salvaguardia dell'ambiente del nostro Comune e del territorio limitrofo e per evitare di avere strutture dannose per la salute e che non creerebbero posti di lavoro.

Sempre a proposito di ambiente, scaricate l'articolo scritto dal famoso Professore Umberto Veronesi sul settimanale Oggi (11 agosto 2010) riguardante il nucleare e la risposta del nostro Presidente, già inviata al giornale.

Argomenti in evidenza: 

- Novità sulle centrali a biomasse;

- Articolo del Prof. Veronesi sul settimanale Oggi con risposta del Gruppo Senza Sede;

- Petizione regionale a favore dei diritti esigibili a favore dei malati non autosufficienti;

- Invito alla conferenze del Prof. Francesco Rigazio del 12 settembre 2010.

Petizione regionale a favore dei non autosufficienti.

Fine agosto/inizio settembre 2010.

L’ associazione  culturale “ Gruppo senza sede “, visti i buoni risultati raggiunti con la precedente petizione popolare regionale ( 26 mila firme raccolte e consegnate alla Giunta Bresso) sarà presente con un piccolo stand alla fiera di S.Bartolomeo, lunedì 30 agosto, ed al mercato settimanale di sabato 4 settembre prossimi per presentare ai cittadini una nuova petizione popolare per la tutela delle persone non in grado di difendersi a causa della gravità delle loro condizioni personali e sociali, promossa dalla Fondazione Promozione Sociale cui l’Associazione culturale “Gruppo senza sede” collabora (insieme a tante altre Associazioni di Volontariato).La nuova petizione è rivolta al Presidente della Regione Piemonte, ai Sindaci, ai Presidenti delle Province, delle Comunità Montane e dei consorzi Socio-Assistenziali, ai Direttori Generali delle ASL e delle ASO.Lo scopo della Petizione è di raccogliere firme al fine di ottenere provvedimenti volti a difendere non solo le esigenze delle persone attualmente in condizioni di disagio, ma anche a tutelare gli interessi vitali nostri e dei nostri congiunti nel caso sopraggiungano gravi difficoltà non prevedibili, ad esempio malattie o handicap invalidanti.Invitiamo pertanto i cittadini a firmare la petizione, perché firmando difende i propri diritti, quelli dei propri familiari e quelli dei più deboli.Nell’occasione il Gruppo senza sede distribuirà alle persone interessate opuscoli informativi sui diritti alle cure sanitarie.

 

Scaricate la locandina di invito alla raccolta firme.

Andrea Picco (Trino 1887 - Mauthausen 1945)

La tragedia di un uomo comune

Siete tutti invitati a partecipare alla conferenza

del Prof. Rigazio che si terrà

domenica 12 settembre 2010 alle ore 10,00

alla Biblioteca Civica Favorino Brunod

 

Scaricate la locandina di invito.

 

CSA e Gruppo Senza Sede si oppongono alle decisioni prese dalla Giunta Regionale (da "Il Monferrato" del 15 giugno 2010).

Trino, nuova petizione contro i tagli alla Sanità.

Il Coordinamento Sanità e Assistenza fra i movimenti di base e l'Associazione culturale Gruppo Senza Sede di Trino, nel corso di una conferenza stampa hanno manifestato il loro allarme per i tagli alla sanità richiesti dalla giunta regionale alle Asl. "In questo modo peggioreranno ancora di più le condizioni di vita degli anziani cronici non autosufficienti e dei malati di alzheimer o con demenza senile" fanno sapere. Infatti "nonostante le loro pressanti esigenze curative, la nuova giunta regionale ha deciso la riduzione delle prestazioni domiciliari e residenziali". Si tratta di malati gravi, con esigenze indilazionabili, spesso con più di 89-90 anni, che hanno il diritto esigibile - alla pari di tutti gli altri malati - alle altre cure sanitarie durante la fase acuta e a quelle socio-sanitarie nel periodo di stabilizzazione delle loro malattie. "Il diritto di questi malati è sancito dalle leggi vigenti e le prestazioni devono obbligatoriamente essere fornite senza che possano essere avanzati pretesti circa la mancanza di sufficienti mezzi economici". A detta dei promotori di questa iniziativa, diventa dunque indispensabile provvedere finanziamenti per le cure domiciliari e garantire la creazione di 8 mila posti letto, di cui 2 mila solo a Torino. A Trino i casi non mancano di certo, basti pensare agli ospiti dell'Ipab oppure, in materia di disabilità, i ragazzi del centro Avgia. Presto il gruppo Senza Sede di Trino tornerà in piazza per promuovere una nuova petizione, con la quale verranno rivendicati i diritti esigibili dei malati interessati e inoltre distribuiranno ai cittadini gli opuscoli aggiornati "Tutti hanno diritto alle cure sanitarie".

Scaricate il comunicato del Coordinamneto Sanità e Assistenza fra i movimenti di base. Pag1 Pag2.

Scaricate la lettera al Sindaco per i diversamente abili.

Ancora a proposito del Sant'Antonio Abate

Direttive regionali: in che modo l'Ipab le ha applicate? - Da "La Sesia", 21 maggio 2010.

Il Gruppo Senza Sede, continuando le iniziative informative riguardo all'Ipab Sant'Antonio Abate di Trino, ha inoltrato al Presidente dell'Ente Gian Carlo Ardizzone una nuova comunicazione con altri tre quesiti, che fanno seguito a quelli già rivolti l'8 aprile scorso, e ai quali fin'ora il Presidente non ha voluto rispondere. "Anche queste sono domande essenziali - spiegano i membri - per dare modo ai cittadini di conoscere come l'Ipab ha applicato le direttive delle recenti delibere regionali. Chiediamo quindi: in quale tipologia di struttura è qualificata? A che punto è la procedura per ottenere i requisiti strutturali, organizzativi e gestionali che garantiranno il suo definitivo accreditamento istituzionale? Infine, poiché dal marzo 2010 è stato avviato il progressivo aumento delle tariffe per l'assistenza residenziale socio-sanitaria a fronte dei contratti collettivi nazionali di lavoro, tale obbligo implica, nell'anno in corso, un aumento delle rette dei ricoverati?". "Il Consiglio amministrativo dell'Ipab - puntualizza Gian Carlo Ardizzone - ritiene di non rispondere all'associazione in merito a problematiche che già sta affrontando con le istituzioni preposte. In questa fase delicata e complessa per il futuro dell'ente le polemiche non giovano, sono demoralizzanti nei confronti dei degenti e dei loro famigliari". "Affermando che l'ospedale sta vivendo una fase delicata e complessa per il suo futuro - ribadisce il GSS - il Presidente Ardizzone ha dimostrato di aver capito perfettamente il senso preoccupato, e per nulla polemico, delle nostre pertinenti domande. Di demoralizzante e destabilizzante, oggi, c'è solo l'incapacità nel prospettare in modo concreto, a degenti e personale, una efficace assistenza socio-sanitaria nel contesto di una consolidata struttura pubblica. E'la solita storia, ci si spazientisce contro chi? Coi Senza Sede, che danno l'allarme che la casa brucia. Tutto pur di non accusare chi - Asl, Comune e Amministrazione dell'ospedale - ha causato l'incendio".

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Tre domande al Presdente Dell'Ipab, del 6 aprile 2010.

gentile rag. Gian Carlo Ardizzone (Presidente Ipab S. Antonio Abate di Trino): potrebbe rispondere, pubblicamente, a queste tre questioni? Grazie. A proposito della presenza del personale presso le RSA (Case Protette) D. G. R. n° 17-15226, 30 marzo 2005 “1) L’orario di servizio degli operatori deve essere portato a conoscenza degli utenti e famigliari attraverso l’esposizione di uno schema di presenza di ciascuna professionalità impiegata nella struttura; 2) Deve essere stabilito ed opportunamente pubblicizzato l’orario settimanale di effettiva presenza medica all’interno della struttura”. D. G. R. n° 2-3520, 31 luglio 2006 E’ fatto d’obbligo alle strutture affiggere, in apposita bacheca, facilmente consultabile, l’orario settimanale dell’effettiva presenza medica, infermieristica, riabilitativa e di assistenza tutelare della persona”. Pertanto agli ingressi delle RSA devono essere affissi due tabelloni: uno con i nomi dei medici, l’altro con quelli del restante personale con l’indicazione del numero e delle qualifiche degli operatori per ciascun turno lavorativo, affinché anche i malati ed i loro congiunti possano poi verificarne l’effettiva presenza in servizio attraverso la targhetta identificativa. L’Ipab S. Antonio Abate ha disposto, per i nuclei della Casa Protetta, tali, vincolanti, indicazioni regolamentari? A proposito di imboccamento dei ricoverati presso le RSA Circolare Presidente Giunta Regionale 16 aprile 2007, n° 1/WEL Tutte le strutture sono tenute a fornire, […] ai sensi della D. G. R. n° 17-15226, 30 marzo 2005, la somministrazione dei pasti (anche a letto dell’ospedale), che comprende l’imboccamento alle persone che non sono in grado di provvedere autonomamente”.Pertanto se un ricoverato non ha parenti o parenti impossibilitati all’assistenza alimentare, è la struttura trinese, con il suo personale, che  deve garantire il diritto alla somministrazione dei pasti ed all’eventuale imboccamento. Corrisponde al vero che presso la Casa Protetta dell’Ipab S. Antonio Abate, oltre al servizio dei volontari, esistono alcuni casi di assistenza alimentare “privata e monetizzata” pagata direttamente dai famigliari? A proposito delle spese di trasporto da e per l’ospedale a carico dei ricoverati presso le RSA D. G. R. n° 17-15226, 30 marzo 2005 Circolare Presidente Giunta Regionale 16 aprile 2007, n° 1/WEL Si fa presente che non possono essere tollerate richieste a carico dei cittadini utenti fondate su generiche indicazioni di […] rimborsi spese relative ai trasferimenti in ambulanza che, ai sensi della D. G. R. 17-15226/2005, son invece a carico dell’ASL o della struttura residenziale”. Quindi si sottolinea che, per quanto attiene alle spese per i trasporti da e per l’ospedale riferite ai ricoverati presso le RSA (inseriti in regime di accreditamento con il SSR), «le prestazioni relative ai trasferimenti in ambulanza per l’effettuazione di prestazioni diagnostiche e specialistiche, qualora non erogabili direttamente nell’ambito della struttura residenziale» sono garantite direttamente dall’ASL.

Pertanto nessun onere relativo a tali prestazioni deve essere imputato a carico del ricoverato. Dall’aprile 2006 ad oggi, l’Ipab S. Antonio Abate e l’ASL casalese hanno ottemperato a tali, precise, disposizioni? I ricoverati della Casa Protetta, dall’aprile 2006 ad oggi, hanno pagato o no il trasporto in ambulanza?                                                                       Il Gruppo senza Sede-Associazione Culturale                             

Lettera inviata ai giornali locali il 5 maggio 2010 e non ancora pubblicata.

Chi frequenta il mercato di Trino il sabato, si sta quasi abituando a vedersi consegnare volantini o chiedere di firmare petizioni. Molte di queste iniziative, che nulla hanno a che fare con le campagne elettorali, vedono la firma del Gruppo senza Sede, considerato da qualcuno una folcloristica compagine di criticoni a prescindere, di sovversivi distruttori del sistema costituito, buoni solo a polemizzare con il Sindaco Ravasenga, che non dava i locali pubblici perché potessero riunirsi e  parlarsi addosso delle loro questioni personali. Oggi, essendo decaduto lo scopo primario della polemica (Ravasenga),torna comodo diffondere il pensiero che il Gruppo rivolge gli strali verso l’IPAB Sant’Antonio Abate per far si che venga privatizzato.  Forse sarà ancora lunga la battaglia per sradicare queste convinzioni, noi andiamo a toccare consuetudini e comportamenti radicati, atteggiamenti buonisti ed accomodanti, che i più hanno accettato passivamente convincendosi che siano giusti, pur di non sforzarsi di ragionare, pur di non correre rischi, intanto se si va a rotoli è sempre colpa degli altri. Si è arrivati al paradosso di colpevolizzare chi cerca di andare contro a questo modo di pensare, organizzando iniziative per chiedere che i diritti di tutti vengano rispettati, molti sono ancora convinti che in caso di necessità individuale per qualsiasi problema, basti avere la conoscenza che conta che si farà carico di avere un occhio di riguardo. Così chi è “furbo”, avrà il suo bel tornaconto, gli altri possono pure sprofondare sotto metri di sterco. Dal 2006 il Gruppo senza Sede ha iniziato a segnalare la pericolosa politica che ha prodotto la perdita nella struttura trinese  di posti letto convenzionati, l’aumento delle rette ed il progressivo venir meno di una rassicurante prospettiva assistenziale pubblica. Negli anni abbiamo distribuito ai cittadini opuscoli e volantini per ribadire i diritti dei malati e dei soggetti deboli ricoverati nelle case protette, oggi siamo al paradosso che il personale dipendente si fa carico del rilancio dell’ente, promuovendo pranzi e feste, salvo far rimarcare i pesantissimi turni di lavoro in condizioni difficili, con lo spettro della privatizzazione incombente.

Il Presidente si rifiuta di rispondere a quesiti che riguardano l’organizzazione interna e la salvaguardia degli assistiti di cui lui è responsabile, e sabato 24 Aprile un sindacalista della CGIL, mentre distribuivamo volantini davanti all’IPAB ci ha chiesto: “Ma voi chi siete per venire a screditare chi lavora qui dentro ?” Ecco pubblicamente la risposta: “Noi contestiamo la non trasparenza dei servizi forniti dall’IPAB Sant’Antonio Abate, struttura assistenziale che deve sottostare alle Leggi dello Stato e della Regione, esclusivamente nell’interesse dei ricoverati”. Il malato, soprattutto se anziano non autosufficiente, ricoverato in ospedale o in residenze sanitarie, si trova quasi sempre in una posizione di debolezza fisica e psicologica. Ma questo non giustifica che si debbano accettare passivamente eventuali violazioni dei suoi diritti, tanto più che queste violazioni a volte derivano dalla non perfetta conoscenza delle norme vigenti da parte dello stesso personale sanitario e dall’abitudine di affidarsi alla prassi ( “ si è fatto sempre così”). Per far rispettare i propri diritti, per prima cosa bisogna conoscerli. Chi poi conoscendoli, si impegna anche a chiederne il rispetto, rende un servizio oltre che a se stesso, anche ad altri che si trovano in una situazione simile. Sui volantini abbiamo citato alcune delle normative Regionali che non vengono applicate presso l’IPAB, se ci verrà dimostrato che siamo in errore nel segnalarle, saremo ben contenti di trascorrere il sabato mattina a passeggio o al bar”.

Il Gruppo senza Sede-Associazione Culturale                                             

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"1950: Le iscrizioni abusive in luogo pubblico". Un nuovo articolo di storia locale di Franco Crosio e Bruno Ferrarotti.

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Vi invitiamo a partecipare numerosi alla nostra prossima iniziativa culturale.

Scaricate la locandina

Resoconto dell'incontro - Due articoli di Rita Sanlorenzo: "I magistrati hanno un solo padrone", "Giustizia al bivio".

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Pubblichiamo una nostra lettera di commento alla brochure che il gruppo consiliare "Io amo Trino". Le lettera è stata inviata l'8 marzo ai giornali locali ed al 14 marzo non è ancora stata pubblicata.

Pochi hanno il dono di far ridere e piangere contemporaneamente, come Roberto Benigni nei suoi film. Ebbene, l’ex sindaco di Trino Giovanni Ravasenga in coppia con l’amico per sempre Alessandro Giolito,già assessore al bilancio della giunta caduta giovedì grasso del 2009, hanno superato il vincitore di un Oscar. Mettendo in circolazione l’ennesima ”brochure” (parola loro), volantino patinato di centimetri 42 per 30, sono riusciti in un sol colpo a suscitare ilarità, lacrime e non solo. Il volantino non può essere riassunto, va letto, ma per capirlo al di la della grammatica variabile, bisogna tornare con la memoria all’indomani dell’alluvione del 2000, quando i nostri, tra i fondatori del CAT (Comitato Alluvionati Trino), in procinto di candidarsi per le comunali del 2002, decisero che i trinesi avevano bisogno di lasciarsi alle spalle la depressione per entrare in un’atmosfera di ottimismo. Serviva un professionista ed entrò in gioco il ragazzo prodigio, impegnato da qualche anno dopo la laurea, nei giorni liberi da attività produttive (365), a spaziare nel mondo geografico e politico cogliendo gli attimi. Il più evidente e premonitore segnale di ampiezza di vedute degli amici per la pelle, fu il simbolo “Io amo Trino” con cuoricino rosso, copiato da “Y Love New York”. Pensano in grande, anzi in grandissimo! Purtroppo in mancanza di spazi consoni all’immensità dei progetti ci si deve accontentare di lavorare sulla città natia, solo 7700 residenti escluso il promotore, c’è poco da scialare, tranne far leva sulla fonte di benessere per eccellenza: la Centrale nucleare Enrico Fermi, ferma dall’ 87 ma con il tesoretto di barre di uranio e scorie radioattive nella pancia. Basta battere cassa a Roma, su Trino e provincia piovono milioni a titolo di compensazioni, per risarcire la popolazione dei disagi patiti per la  presenza del nucleare, anche se si continua a pubblicizzare che il nucleare è sicuro. Nel 2002 e 2007 i trinesi, nutriti con slogan elettorali pieni di stramegalomane ottimismo prima, con panisse, bignè e salatini strada facendo, proiettano i nostri al comando e vengono a loro volta proiettati in una patinata stagione da millantati ricchi. Dai paesi vicini ci guardano con occhi a palla e lingua penzoloni, se si transita a Trino per un giorno solo, con percorso obbligato, l’apparenza è ottima e serve a creare consensi, ma la sostanza è altra cosa e si comincia a sentire qualche scricchiolio che sfocia nella voragine di un anno fa. La cittadinanza a cui erano destinati i risarcimenti per il pericolo nucleare, si trova oggi con il torcicollo a forza di guardare fuochi d’artificio ma senza un piano di protezione civile, (ci aveva provato in sette anni a farne redigere uno l’amministrazione Ravasenga, spendendo ”solo” circa quindicimila euro, ma la Provincia l’ha bocciato per gravi carenze ed oggi bisogna rifarlo daccapo). Viviamo con l’angoscia di un probabile insediamento di un’altra centrale nucleare e la probabile decisione del governo di lasciare a Trino le scorie facendoci diventare “deposito nazionale a vita”. Ci è piovuto in testa il progetto di costruzione sui terreni dell’area artigianale di quattro centrali a biomasse facenti capo a Fabrizio Cazzago, (il mago di Phonemedia), con prevedibili emissioni nell’atmosfera di polveri sottili in un territorio con la peggior qualità dell’aria della Pianura Padana ed il drammatico primato di decessi per tumori. La crisi economica ha lasciato centinaia di disoccupati e la vergogna di Phonemedia; abbiamo strade e sottostrutture, portici e marciapiedi dissestati da decenni, che la milionaria amministrazione Ravasenga si è ben guardata dal sistemare; incapacità e non da oggi, di avviare una raccolta differenziata e di tenere pulite le aree pubbliche; gravi difficoltà e non da oggi, nella gestione economica dell’ IPAB Sant’Antonio Abate, con perdita anche qui di posti di lavoro. Possiamo parcheggiare davanti ad un bel Palazzo Paleologo vuoto e finora non fruibile per i cittadini; si continuano ad investire soldi pubblici per terminare e mantenere in vita uno stadio senza sapere se verrà  mai usato; un Teatro Civico di cui non si capisce l’utilizzo, richiederà modifiche e spese; si sta ultimando il “salone delle feste” voluto dalla giunta Ravasenga al posto del mercato coperto, ma tra i trinesi consapevoli, è ormai crollato lo spirito festaiolo; abbiamo un grande numero di iscritti all’Istituto Alberghiero senza aule adeguate; un’illuminazione da capogiro in centro e strade periferiche quasi al buio, pericolose perché dissestate; vogliamo tornare sull’argomento stendardi, prima messi, poi tolti, e mica gratis ? Ci vuole ancora molto per capire che non ce l’abbiamo fatta e non ce la faremo mai a  diventare New York ?

(Se qualche comune desideroso di un’amministrazione gaudente volesse far tesoro dell’esperienza dei “ragazzi irresistibili”, si affretti a contattarli). Grazie!

Vergogna!!!!!

Nel 2009 abbiamo inviato alla Provincia di Vercelli la richiesta di iscrizione alla Sezione Provinciale del Registro delle Associazioni di Volontariato. La richiesta è stata respinta in quanto, secondo l'Assessore alla Cultura Massimo Simion e secondo il Responsabile di Settore Avv. Gianfranco Chessa la componente preponderante delle nostre attività è politica ed amministrativa. Divertitevi a leggere il botta e risposta con la Provincia: risposta della Provincia del Dicembre 2009 pag. 1 e pag. 2. Nostra replica alla Provincia del 27 gennaio 2009 pag. 1, pag. 2, pag. 3. e l'ultima risposta della Provincia del 24 febbraio 2010. E' incredibile! Si danno da fare per riempire di soldi la Fondazione "Terre d'Acqua", inviano nelle nostre case materiale di propaganda del nostro onorevole locale e negano l'iscrizione del gruppo Senza Sede al registro delle Associazioni di Volontariato. Come se tutte le nostre manifestazioni culturali non fossero tali. Come se interessarsi  per il benessere comune, come se fare battaglie per l'ambiente, la tutela della salute, la trasparenza amministrativa, ecc... fosse un grave peccato. Inoltre, è da notare come considerano il termine politico. Ma la politica non è partecipazione? Non è poter dire la propria opinione liberamente anche quando si va contro a chi ci amministra? Non può essere anche solidarietà? Non significa promuovere lo sviluppo sociale? Forse che la critica delle ingiustizie o di decisioni ritenute errate, quand'anche fosse considerata attività politica, non deve essere manifestata? Cittadini, riflettete su come utilizza il potere chi ci amministra.

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A proposito di Ambiente, abbiamo letto sui giornali che all'ufficio Energia della Provincia di Vercelli ed al Comune di Trino è stata depositata la documentazione relativa alla costruzione di una centrale a biomasse a Trino, nell'area Nordind (quella che doveva essere la famosa area industriale che avrebbe risollevato le sorti del nostro Comune). Si tratta di un impianto di cogenerazione alimentato da oli vegetali , proposto dalla ditta Sella Bio Energy di Novara, della quale fa parte Fabrizio Cazzago, tristemente noto per le vicende Phonemedia. La conferenza dei servizi si terrà il 19 febbraio. Cosa verrà fuori? Accetteremo anche in questo caso passivamente? Scaricate il resoconto della serata che si è svolta il 9 febbraio su questo tema. Le firme, in totale 593, raccolte dalla nostra Associazione, dalla Sezione Locale del Partito Democratico e dal Gruppo Consiliare "Trino è Tua ", sono state presentate alla Provincia di Vercelli (scaricate la lettera di accompagnamento). Ringraziamo tutti i Cittadini che hanno sostenuto la nostra iniziativa, saremo sempre vigili ed attenti alle questioni ambientali del nostro territorio.

La cartina a fianco è tratta dall' "Analisi degli studi epidemiologici condotti nel territorio della Provincia di Vercelli interenti lo stato di salute della popolazione e dei suoi eventuali determinanti di tipo ambientale", effettuata dal Prof. Massimiliano Panella, dal Prof. Lucio Palin e dal Dr. Christian Salerno. In rosso sono evidenziati i Comuni con eccesso di ricoveri per tumori, ed anche Trino fa parte di questo gruppo. Per avere informazioni approfondite scaricate lo studio.

STUDIO EPIDEMIOLOGICO

 

 

Sull'IPAB Sant'Antonio Abate

Dal giornale "La Sesia" del 26 gennaio 2010

Accuse senza senso: all'IPAB è stato fatto tutto il possibile.

Egregio Direttore,

Sulla questione del Sant'Antonio Abate di Trino, ho letto la lettera dell'Associazione Culturale Senza Sede pubblicata su La Sesia di venerdì 22 gennaio a cui vorrei rispondere. Nel 2002 il Sant'Antonio Abate era una struttura praticamente "da chiudere" perché non più adeguata e conforme agli standard igienico-sanitari e di sicurezza previsti dalla Regione. Una situazione purtroppo dovuta alla scarsissima attenzione e incuranza del passato. Basti pensare che non esistevano neppure le apparecchiature e gli strumenti più comuni per una struttura sanitaria e le caldaie del riscaldamento erano ormai fuori norma. Ma anche il resto non er da meno. Erano stati iniziati i lavori di ampliamento ma subito bloccati per diversi anni, dopo appena il 13% di lavori eseguiti. i degenti erano ancora ricoverati in "stanzoni" che appartenevano ad altra epoca: le strutture di cucina e di lavanderia erano costantemente guaste per la vecchiaia degli impianti ma anche fuori norma al punto che l'Asl stessa aveva imposto (giustamente) la ristrutturazione. Nel frattempo la nuova normativa regionale di gestione delle Asl ha progressivamente limitato il convenzionamento dei degenti non autosufficienti. Nonostante tutto ciò il sottoscritto con il consiglio di amministrazione dell'ente e il presidente Ardizzone, ci siamo rimboccati le maniche e innanzitutto abbiamo ampliato e completato la ristrutturazione della struttura la quale, oggi, oltre ad essere più funzionale e accogliente, risponde pienamente agli standard e alla normative prevista dalla Regione sia dal punto di vista igienico-sanitario che di sicurezza. E'stata anche riqualificata la facciata su Corso Italia degradata dalle alluvioni e dal tempo e delle cui condizioni nessuno si era mai accorto. Il cda dell'ente e il presidente Ardizzone  si sono sempre impegnati per mantenere e gestire la struttura con efficienza e con grande attenzione. Spiace che i trinesi non abbiamo votato la lista dei Senza Sede ma l'abbiano subito licenziata, senza neppure "provare" l'efficacia della loro smisurata cultura e teoria tuttofare: sarebbe stato interessante e anche curioso verificare l'efficienza e il risultato delle loro strategie salvatutto. Con i più cordiali saluti. Giovanni Ravasenga Consigliere comunale.

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Dal giornale "La Sesia" del 19 gennaio 2010

IPAB: a casa 8 operatrici.

L'Ipab Sant'Antonio Abate non rinnova più la convenzione con la cooperativa di servizi "Quadrifoglio" e, dal 1° marzo, perderanno il posto di lavoro 8 operatrici socio assistenziali: solo le quattro addette alle pulizie rientreranno, con un'altra cooperativa, suddividendosi 300 ore mensili. Come si è arrivati a questa situazione lo spiega il presidente dell'ente, Gian Carlo Ardizzone. Nel 2009 avevamo concesso alla Quadrifoglio un aumento del 17%; poi, per quest'anno, è stato chiesto un ulteriore aumento del 10%, inaccettabile per noi, vista la situazione finanziaria dell'Ipab. Non è però solo questa l'unica ragione: l'esigenza è stata determinata dal costante calo degli ospiti. Attualmente sono 30 in casa di riposo e 67 quelli non autosufficienti in casa protetta, di cui 40 convenzionati con l'Asl e 27 che, in attesa di convenzione, pagano la retta per intero. Siamo sinceramente dispiaciuti ma, per mantenere l'attuale livello occupazionale, sarebbe necessario avere almeno 80 ospiti in casa protetta". Chi svolgerà il servizio di assistenza? "Il personale dell'ente, ovvero le 27 operatrici sociosanitarie e le due coordinatrici le quali, di concerto con le rappresentanze sindacali, hanno garantito il rispetto dei parametri assistenziali imposti dalla legge". Fino a qualche anno fa i circa 90 posti, tutti in convenzione, venivano sempre occupati, tanto che molti anziani non autosufficienti erano addirittura in lista di attesa... "Dal 2006 è stato applicato un decreto legge che ha esteso il diritto di convenzione a tutte le strutture pubbliche e private del territorio - chiarisce Ardizzone - da allora è iniziata la diminuzione di utenti della nostra Ipab". Non pensa che il ripristino della quota dei degenti convenzionati risolleverebbe e darebbe sicurezza all'ente, ma soprattutto aprirebbe prospettive concrete per cittadini che hanno diritto alla tutela della loro salute psico-fisica? "E'una decisione politica che potrebbe assumere solo l'assemblea dei sindaci dei Comuni del distretto Asl-Al a cui apparteniamo, con indicazioni al servizio socio-assistenziale dell'azienda sanitaria. Un altro fattore penalizzante è stata la lunga apertura del cantiere di ristrutturazione obbligatoria, che non offriva una degna cornice alle potenzialità dei servizi; stiamo quindi predisponendo adeguate azioni di informazione e promozione di una struttura diventata moderna e accogliente". Se la convenzione con Quadrifoglio è cessata il primo gennaio, chi sosterrà economicamente le lavoratrici fino al 28 febbraio? Il Comune di Trino aiuterà l'ente a sostenere le spese di questi ulteriori due mesi, e il sindaco Felisati, insieme al consiglio di amministrazione dell'Ipab e alle rapresentanze sindacali, si è attivato per aiutarle a ritrovare occupazione nel settore".

 

 

Jacopo Pontormo 041.jpg

 

 

 

 

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Sullo stato di salute della popolazione sul territorio

Dal giornale "La Sesia" del 19 gennaio 2010

Tumori: adesso verrà il peggio.

Cinquant'anni di utilizzo dei farmaci in agricoltura rischiano di diventare, per Vercelli, ciò che l'eternit ha rappresentato per Casale. Cioè la fonte di un costante aumento delle malattie tumorali. Una fonte più subdola da isolare rispetto all'eternit, perché fitofarmaci diversi provocano tumori differenti (al fegato, al rene, alla prostata, e cos' via), mentre l'amianto ha un solo bersaglio: la pleura. La considerazione, di certo pesante e destinata a far discutere, è di Pietro Martignone, medico chirurgo di Gattinara, specialista in medicina del lavoro e medicina legale. In una lunga lettera inviata a La Sesia, Martignone propone alcune riflessioni  su temi di stretta attualità vercellese. Partendo dal registro tumori, rispetto al quale, è il suo commento, "la scelta fatta finora è stata di non fare nulla". E da alcune considerazioni sulla sanità: "Un ospedale, oggi, ha bisogno di attrezzature costosissime che devono essere sfruttate, con personale molto preparato, su tre turni giornalieri. Bisogna avere il coraggio di dire che, a Vercelli, tali reparti non ci saranno mai perché non sfruttabili, dal momento che a Novara verrà realizzata la cittadella della salute." Rispetto alle considerazioni sul registro tumori, Pietro Martignone sostiene che "questo argomento è strettamente legato all'uso sconsiderato di fitofarmaci in risicoltura, che si è protratto per più di 50 anni. Quando mi specializzai in medicina del lavoro negli anni '70 a Torino, il professor Rubino in un suo testo, aveva aveva già diviso i fitofarmaci allora noti in due classi: i fitofarmaci sicuramente cancerogeni (erano circa il 30 per cento) mentre il resto era in dubbio di cancerogenesi. Purtroppo i primi erano i più usati perché erano i più efficaci, al punto che al momento del loro bando gli agricoltori ne avevano fatto ampia scorta, per poterli usare ancora per anni.""Io-prosegue il medico gattinarese- ho lavorato cinque anni all'Istituto Donegani in questo settore e so di cosa parlo.

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Scaricate l'articolo Analisi dello stato di salute della popolazione del comune di Trino V.se: studio epidemiologico sull'incidenza e mortalità delle patologie neoplastiche, pubblicato dal Dott. Salerno. Pag. 1, pag. 2, pag. 3, pag. 4, pag. 5.

 

Sull'IPAB Sant'Antonio Abate

Risposta del Gruppo Senza Sede pubblicata su "La Sesia del 29 gennaio 2010

Gentile Direttore,

                           ci spiace chiedere ancora un po’ di spazio, ma non è possibile tollerare in silenzio che l’ex Sindaco Ravasenga, oltre a non dire una parola sulla perdita del lavoro di 8 operatrici tutelari, non sappia rispondere nel merito alla nostra documentata denuncia relativa alla sua impreparazione sulle questioni socio-sanitarie ed assistenziali. Il doveroso completamento della ristrutturazione dell’ospedale e della sua facciata (i cui lavori di esecuzione meriterebbero, come ben sa Ravasenga, altre censure) non giustificano quello che non è stato fatto, dallo stesso Ravasenga, sul pieno ed equo diritto al ricovero presso la «casa protetta». Se Ravasenga, dal 2002 al 2006, si fosse crogiolato un po’ meno nell’autocompiacimento della baldoria comunale, e avesse frequentato un po’ più i reparti della «casa protetta», forse avrebbe capito il peso, a volte drammatico, delle malattie specifiche della vecchiaia ed il gravoso lavoro occorrente per garantire un dignitoso ed efficace livello socio-sanitario ed assistenziale ai ricoverati. Mancando in questo, l’ex Sindaco Ravasenga, non è stato in grado di comprendere e contrastare le decisioni dell’ASL casalese e dell’Assemblea dei Comuni, favorendo, lo ripetiamo, il pessimo risultato che, per la «casa protetta» di Trino, è sotto gli occhi di tutti: perdita dei posti letto, perdita del lavoro per 8 operatrici tutelari, rette alle stelle con disparità di importo tra cronici “convenzionati” e “non convenzionati” (510 euro mensili per ricevere gli stessi livelli assistenziali!), improponibili liste d’attesa per l’accesso ai ricoveri “convenzionati”, ed il peggio deve ancora arrivare. Per ora ci fermiamo qui. Se Ravasenga accetta un contraddittorio pubblico (decida pure lui dove e quando), allora aggiungeremo il resto.                                              Cordialmente                                      Associazione culturale-Gruppo senza Sede

 

 

 

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Lettera di risposta del Gruppo Senza Sede pubblicata su "La Sesia" del 22 gennaio 2010

Due sono le persone responsabili della crisi, non solo occupazionale, che sta travolgendo il nostro ospedale (Ipab S. Antonio Abate): l’ex Sindaco Giovanni Ravasenga e l’attuale Presidente dell’ospedale Gian Carlo Ardizzone.

Il primo l’hanno già “licenziato” gli elettori trinesi il 7 giugno 2009, il secondo lo dovrebbe sfiduciare, da subito, il Sindaco Felisati. Ravasenga ed Ardizzone hanno innanzitutto fallito su una questione fondamentale: l’incapacità di essere, nei confronti dell’ASL casalese, gli autorevoli e credibili interlocutori nell’applicazione della deliberazione regionale 30.3.2005 n. 17-15226 relativa al «nuovo modello integrato di assistenza residenziale socio-sanitaria a favore delle persone anziane non autosufficienti». In particolare non hanno saputo condizionare (ignorandone poi la gravità) due atti dell’ASL casalese (il n. 2006/27 ed il n. 2006/28) con i quali, sin dal gennaio 2006, si andava a prefigurare, per l’ospedale di Trino, il danno odierno. Di più, Ravasenga ed Ardizzone, negli stessi mesi del 2006, ostentavano pubblicamente, per l’ospedale, un ottimismo di maniera che, oggi ne abbiamo conferma, sfiorava l’irresponsabilità. Ravasenga (Consiglio Comunale, 1/3/2006): “Posso confermare l’impegno e il sostegno dell’Amministrazione comunale (…) con l’obiettivo di incrementare, qualificare e migliorare la capacità di servizio del Sant’Antonio Abate nei confronti del territorio”; Ardizzone (Il Monferrato 28/3/2006): “Ringrazio per la continua e costante attenzione dell’amministrazione verso l’Ente e prevedo una serie di progetti (il consorzio con le Ipab di Casale e Vercelli, ad esempio) che permettano di ridurre le spese e i costi di gestione, senza mai intaccare le rette dei degenti”. Tre giorni dopo (1/4/2006) entrava in vigore la nuova organizzazione assistenziale (penalizzante per l’ospedale di Trino) con l’avallo dell’assemblea dei comuni ex USSL 76 (deliberazione n. 5 del 30/3/2006), compreso quello dell’ex Sindaco di Trino (Ravasenga) che non solo non votò contro il provvedimento finale che deprezzava l’ospedale di Trino ma si guardò bene dal sollevarne l’illogicità nella fase preparatoria. Da questa congiunta inazione sono scaturiti, per la «casa protetta», i seguenti risultati: 1) perdita di posti letto “convenzionati con l’ASL”; 2) aumento vertiginoso delle rette di ricovero in particolare per i posti letto in “forma privatistica” (non convenzionati con l’ASL), “inventati” repentinamente per ripianare l’inevitabile deficit di bilancio. Una pasticciata soluzione amministrativa per un ingiusto carico assistenziale e contributivo che dal 1/4/2006 al 1/1/2010 ha determinato, per la «casa protetta», questa eloquente variazione di cifre: a) perdita di 22 posti letto (2006: 90, 2010: 68); b) dei 68 posti letto occupati 41 sono “convenzionati” e 27 sono “non convenzionati”; c) aumento della retta per i “convenzionati” pari al 23% (2006: 32,5 euro giorno, 2010: 40 euro giorno); d) aumento della retta per i “non convenzionati” pari al 52% (2006: 37,5 euro giorno, 2010: 57 euro giorno). All’interno dell’Ipab è anche attiva una «casa di riposo» che, per i suoi 30 ricoverati (solo in piccola parte autosufficienti), chiede una retta mensile di 1080 euro (760 euro nel 2006). In questa difficile situazione economica, e ancor più complessa organizzazione socio-sanitaria, “mandare a casa” 8 operatrici tutelari da parte di chi non ha saputo governare l’Ipab S. Antonio Abate grida vendetta non solo per chi perde il posto di lavoro, ma per tutti i ricoverati (della «casa protetta» e della «casa di riposo») che saranno i primi a pagare, sul piano dei livelli assistenziali, le conseguenze di questa improvvida soluzione. E’ opportuno invece “mandare a casa” Ardizzone (e tutto il CdA) e tenere in servizio le 8 lavoratrici, affrontando, con Regione e ASL, il vero nodo risolutivo della questione: il ripristino dei posti letto originari contestualmente ad un trasparente sistema di valutazione e organizzazione del ricovero in «casa protetta». Associazione Culturale-Gruppo senza Sede

 Stampato in proprio, Trino 21 gennaio 2010 Corso Cavour, 64/a

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Non è azzardato prevedere che entro i prossimi dieci anni la patologia oncologica da abuso di questi prodotti diventerà, per Vercelli, quella che è stata la patologia da uso di amianto a Casale. La questione è resa più complessa dal fatto che i prodotti prima usati e poi vietati sono stati moltissimi e che gli organi colpiti sono i più svariati (fegato, rene, prostata, ecc... mentre per l'uso di amianto si aveva a che fare con un solo agente e un solo organo bersaglio (la pleura) ed era usato in un solo stabilimento." Sulla sanità vercellese, Martignone accusa i politici "almeno i più preparati - scrive - di sapere che un ospedale moderno e all'avanguardia non potrà mai essere realizzato per problemi di costi e di sfruttabilità delle attrezzature, ma tutti tacciono perché pensano ai voti e rivendicano in coro per Vercelli un nuovo ospedale, che non ci sarà mai come invece ci è stato promesso." Alcune considerazioni vengono poi riservate al nucleare e al caso Trino. "Le caratteristiche di un luogo in cui installare una nuova centrale -scrive- sono: abbondanza di corsi d'acqua (per il raffreddamento dei reattori), luogo ben servito da strade (per poter evacuare il sito e la popolazione per eventuali deprecabili problemi), una classe politica e una popolazione snesibile ad elargizioni in denaro. Tutte queste caratteristiche si trovano a Trino, che già gode di sovvenzioni per essere luogo di deposito di scorie nucleari. Addrittura le ultime sovvenzioni sono o saranno usate da noti politici di Trino per sovvenzionare una fondazione, "Terre d'Acqua", che è ben poca cosa, se paragonata a "Vercelli e i suoi eventi". Quest'ultimo ente opera con iniziative di tutt'altro spessore e con ritorni di prestigio ed economici che permettono di non gravare sul bilancio comunale di Vercelli. Tornando a Trino: viste le premesse, come non pensare che si farà anche la centrale?" Perplessità anche sull'Ippodromo di Prarolo, "un progetto che non troverà mai esecuzione, almeno nelle mega dimensioni ipotizzate e rispetto al quale bene ha fatto il Sindaco a chiedere maggiore chiarezza".

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I nostri commenti.

Abbiamo voluto riportare interamente questi due articoli per suscitare degli spunti di riflessione. Troppo spesso la paura del futuro e gli immediati interessi economici spingono le persone ad accettare scelte politiche ed economiche dannose per l'ambiente e per la salute. Vi invitiamo a riflettere, perché la tutela della vita non di deve limitare alle discussioni sull'aborto, sul'interruzione delle terapie, ecc... Sono argomenti importantissimi e complessi, ma è un dovere anche cercare di evitare che le persone si ammalino, perché la malattia causa un abbassamento della qualità della vita che nessuna ricchezza potrà mai compensare. Anche nei momenti di maggiore crisi non dobbiamo dimenticare che la vita rimane sempre il bene più grande, e prima di barattarla in cambio di vantaggi economici (che comunque non sempre ci sono) occorre pensare a cosa è più importante per noi.

Vi invitiamo anche a leggere o rileggere la Sintesi dello Studio Epidemiologico dell'Istituto Superiore di Sanità, sulle incidenze patologiche e tumorali nella Provincia di Vercelli, a verificare che le percentuali di alcune patologie sul nostro territorio sono più alte rispetto allo standard, e a non accettare passivamente tutto ciò che si decide sul territorio ma valutare responsabilmente ed a prendere posizione, anche scontrandosi con i poteri forti. Perché piangere per la perdita dei nostri cari, se questa non ci spinge a lottare per capirne le cause e per migliorare l'ambiente, in modo tale che le vittime non aumentino?

 

Sulla trasmissione "Ambiente Italia"

Pubblichiamo alcune fotografie relative alla manifestazione di sabato 2 gennaio 2010; su You Tube è già possibile scaricare una sintesi della puntata di "Ambiente Italia", andata appunto in onda da Trino. Anche se alla fine è stata la solita passerella di politici locali, che hanno un pò girato attorno all'argomento (praticamente nessuno di questi si è espresso in modo deciso pro o contro la scelta del nucleare), e praticamente nessuno dei Cittadini trinesi e di altri Comuni sono potuti intervenire, riteniamo che la trasmissione sia stata utile per sensibilizzare gli italiani su questa tematica. Invitiamo i Cittadini trinesi, piemontesi ed anche tutti gli italiani a seguire lo sviluppo degli eventi ed a continuare il dibattito. Chi ci governa, trattandosi di periodo pre-elettorale, ha tutto l'interesse ad apparire e a non prendere una posizione precisa per evitare l'impopolarità e problemi al momento del voto, ma i Cittadini devono documentarsi e tenere alta l'attenzione, per evitare che venga imposto qualcosa che si potrebbe rivelare dannoso per il territorio. Auspichiamo che l'illusione dei posti di lavoro non sia fuorviante: oggi il concetto di manodopera è cambiato, l'automazione ha eliminato varie figure professionali e, come insegna il cantiere della Centrale Leri Cavour di qualche anno fa,. certe opere arricchiscono il "Municipio" ma non le tasche dei Cittadini. Invitiamo tutti a seguire le nostre attività di informazione in campo ambientale.

I nostri Amici

Scuola di pace di Boves

 

 

Gruppo di Ricerca per la Prevenzione della Patologia Ambientale - Associazione Scientifica senza fini di lucro

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Visitate le altre pagine del nostro Sito, dove potrete trovare i documenti sulle nostre attività, ulteriori informazioni ed approfondimenti sui temi che ci stanno a cuore.


Cliccare sull'immagine per scaricare il modulo della petizione


Lettera inviata al Sindaco Marco Felisati ed all'Assessore alle Politiche Sociali Ester Porta sugli accertamenti per l'abitabilità delle abitazioni (30 giugno 2010)

A proposito del volume "Trino Risorgimentale".

Abbiamo ricevuto molti riscontri positivi dopo la presentazione del volume, molti Enti e persone ci hanno ringraziato e molti ci hanno chiesto una copia. Questo ci ha fatto particolarmente piacere e ci incoraggia a proseguire le nostre attività. Tra i vari messaggi che abbiamo ricevuto pubblichiamo volentieri la lettera inviata dalla Presidenza della Repubblica italiana.

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In ricordo di Adriano Demaria Quando lo rivedremo, Adriano (Demaria) forse non ci biasimerà per averlo accompagnato, l’ultima volta, con due brani musicali tanto diversi: l’«Inno dei Lavoratori» di Amintore Galli (testo di Filippo Turati) e la «Sonata n. 2, op. 35, 3° mov.» di Frédéric Chopin. Anzi, penso che Adriano sarà contento che proprio la «Banda» cittadina abbia sottolineato, con poche note, le sue due grandi passioni terrene: la politica e la musica classica. A non molte persone è dato avvicinarsi a ciò che sosteneva don Lorenzo Milani: “la cultura vera, quella che ancora non ha posseduto nessun uomo è fatta di due cose: appartenere alla massa e possedere la parola”. Ebbene, io credo che Adriano Demaria sia stato una di queste persone, perché attraverso l’intelligenza del cuore ha voluto e saputo affrancarsi da una difficile condizione sociale e, al contempo, appropriarsi di diversi saperi che, in periodi diversi della sua vita, gli hanno permesso di diventare, forse suo malgrado, un energico protagonista di fondamentali interessi civili e collettivi. Operaio edile, militante comunista (il papà Luigi, gli zii Bartolomeo e Maddalena erano stati denunciati, il 9 e 10 giugno 1914, per aver partecipato alle dimostrazioni socialiste contro la guerra), entra a far parte del consiglio comunale di Trino nel dicembre 1964, quando il PCI torna al governo cittadino dopo averlo perso nel 1951. Il Sindaco è il medico Luigi Pezzana che accetta di guidare una giunta socialcomunista. Il trentasettenne Adriano Demaria sarà assessore con altri quattro esponenti del PCI (Giovanni Martinotti, Giovanni Osenga, Gian Franco Coralli, Carlo Tricerri) ed il socialista Carlo Isacco (che diventerà Sindaco alla morte del dr. Pezzana). Con le elezioni amministrative del 7 giugno 1970 il comune di Trino è riconquistato dalla DC che vara un monocolore, diretto da Paolo Pilato, il quale, nel corso della legislatura, si trasformerà in una instabile alleanza DC-PSI-PLI. Per cinque anni Adriano Demaria sarà consigliere comunale di opposizione e, unitamente a tutto il gruppo consigliare comunista (Francesco Varvelli, Domenico Tavano, Carlo Tricerri, Rita Tirone, Giovanni Martinotti, Gian Mario Caligaris, Eugenio Pretti, Eusebio Mandosino), lavorerà per preparare la grande svolta politica del 1975. Infatti con le elezioni del 15 giugno 1975 il PCI trionferà conquistando 12 consiglieri comunali su 20. Il nuovo Sindaco è Mario Bianchi ed Adriano Demaria tornerà a fare l’assessore con la delega ai lavori pubblici. Sono anni di intensa attività amministrativa nel corso della quale l’apporto di chiarezza metodologica ed etica pubblica dell’«anziano» Adriano risulteranno proficui. A lui va ascritto il coordinamento delle iniziative volte al recupero delle strutture edilizie utili alla definizione di nuovi servizi sociali: il riattamento degli alloggi del «castello» di piazza Garibaldi per istituire il centro d’incontro per gli anziani, i consultori pediatrico e famigliare; l’acquisto ed il recupero del Palazzo Biandrà con la creazione di mini appartamenti per anziani; l’avvio del programma di edilizia popolare con l’acquisizione di aree da urbanizzare al fine di realizzare (in via N. Bixio) la costruzione di alloggi dignitosi ed a basso costo; a ciò si aggiungano gli interventi relativi alla nettezza urbana con il passaggio al Comune del servizio raccolta rifiuti, oltre la costruzione di nuovi loculi ed edicole funerarie. Compendio di tutta l’attività di Adriano Demaria come assessore è stata la predisposizione del piano regolatore generale che vedrà la definitiva approvazione quando Adriano diventerà Sindaco dall’11 gennaio 1981, allorché si dimetterà Mario Bianchi che era stato rieletto con la tornata amministrativa dell’8 e 9 giugno 1980. A 53 anni l’operaio edile Adriano Demaria proclamato Sindaco dichiarerà: “Sono felice di essere diventato il simbolo, anche a Trino, di una evoluzione sociale, di mentalità e di costume tale per cui un operaio (può) arrivare alla carica di primo cittadino”. Il comunista tutto d’un pezzo sa parlare a tutti. In occasione del centenario dei Salesiani a Trino osserverà: “Questo desiderio di aggregazione degli ex allievi, che pure operano in attività professionali, culturali e direi anche politiche diverse, c’è da credere provenga dal tipo di formazione educativa che ha caratterizzato l’Istituto nel tempo; concetti che alla fondazione dell’Istituto erano senz’altro d’avanguardia, sono stati recepiti nella Carta Costituzionale Italiana e sono patrimonio abituale dell’uomo nella civile convivenza”. A chi gli chiedeva cosa vuole, dal Sindaco, l’uomo della strada, rispondeva: “C’è quello che vuole che la macchina comunale sia sempre più efficiente. E qui è un dovere accontentarlo. C’è quello che vuole che si intervenga con tempestività sulle varie necessità. E anche questo è doveroso accontentarlo. C’è però chi chiede favori impossibili. E a questo è doveroso non rispondere nemmeno!” Sono anni difficili quelli che il Sindaco Demaria dovrà affrontare: crisi occupazionale (Hydromac, Prolafer, Intermat, TVR) e crisi politica (rapporti conflittuali con il PSI). Si profila l’opportunità della nuova centrale nucleare ed il Sindaco affronta la questione con senso dello Stato e profondo rispetto istituzionale che lo porta sempre a cercare la condivisione delle forze politiche, che, in effetti, daranno in modo unanime in più occasioni. Nel marzo del 1984, in piena crisi politica con il PSI (le elezioni anticipate del 24 e 25 giugno non cambieranno però i rapporti di forza), a chi gli chiedeva provocatoriamente: “Allora hanno ragione i socialisti quando ti accusano di volere la centrale ad ogni costo”, lui, altrettanto seriamente, rispondeva: “Che io sia favorevole alla centrale può essere vero, ma non a qualunque costo, bensì invece solo se le indagini di fattibilità saranno positive e se la popolazione sarà favorevole. La differenza tra la mia posizione e quelle altrui è sui problemi annessi alla centrale. A scuola mi hanno insegnato che per tutti i problemi c’è una soluzione se sono di natura tecnica. Rimangono invece senza soluzione i problemi psicologici e poiché, secondo me, l’installazione di una centrale è un problema prevalentemente tecnico, ritengo sia risolvibile pretendendo garanzie precise, che saranno obbligati a darci, e informando la popolazione”. Questo era Adriano Demaria, uomo e Sindaco, che i fatti di Cernobyl (26 aprile 1986) costrinsero alle dimissioni (giugno 1986), dopo il voltafaccia di una ipocrita Politica priva di coerenza (il 18 dicembre 1984 il consiglio comunale di Trino aveva approvato all’unanimità l’intesa Regione-Comune per la localizzazione di una centrale nucleare sul territorio di Trino in zona Leri-Cavour). Persa questa battaglia, la sua natura di uomo giusto, desideroso di cultura e curioso della vita lo portò a scoprire un grande affetto (Wiltraud) proprio nella città in cui ha sede una tra le più prestigiose orchestre sinfoniche del mondo, ovvero l’Orchestra Filarmonica di Berlino. Ancora recentemente discutere con Adriano della sezione ottoni dei «Berliner Philarmoniker» contestualmente alle scelte economiche della nuova Giunta trinese era come armonizzare le ragioni di una vita che non può essere finita il 26 dicembre 2009.         Bruno Ferrarotti

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Video di interesse sul tema nucleare da scaricare:

-Intervista a Gianni Mattioli su Verde TV

http://www.youtube.com/watch?v=lCsG7Zftg18

- 28 luglio 2009: intervento del Prof. Gianni Mattioli a Cremona, ad un incontro con la Cittadinanza

http://www.youtube.com/watch?v=2hAvCaT8jL8

http://www.youtube.com/watch?v=dZZWz2m9dBk


http://www.climatesceptics.org/country/germany/krummel/reactor-affected-in-nuclear-power-plant-fire

Cronaca Mondo

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Germania/ L’incubo atomico spaventa Angela Merkel. L’incidente alla centrale nucleare di Krummel potrebbe rivelarsi più pericoloso di quanto ipotizzato precedentemente

Quando il revival è nocivo. Se fino a pochi mesi fa la cancelliera tedesca Angela Merkel guidava il battaglione dei conservatori verso un ritorno al nucleare, adesso la Germania è costretta a fare un passo indietro riguardo alle sue ambizioni energetiche.

Il recente incidente avvenuto nella centrale di Krummel, nella Germania del nord, ha messo a dura prova la sicurezza con cui la cancelliera vuole condurre la sua politica nucleare. L’impianto è stato chiuso dopo un incidente a un trasformatore, molto probabilmente andato a fuoco per la distrazione degli operai. Il manager della centrale ha pagato con il licenziamento un errore umano altrui, ma in un momento in cui vengono rimesse sul tavolo dei negoziati le strategie energetiche da adottare nel prossimo futuro la cronaca semina il dubbio fra i tedeschi e fa tentennare le certezze politiche.

A fine giugno Angela Merkel, durante un convegno sull’energia tenutosi a Berlino, aveva dichiarato: «La Germania non può ritirarsi dalle centrali nucleari e da quelle a carbone, ciò danneggerebbe enormemente l’industria. Questo con me non succederà», ha sottolineato senza alcuna remora nell’ammettere il suo consenso al prolungamento della scadenza per la chiusura delle centrali nucleari esistenti e alla costruzione di nuove centrali a carbone.

La centrale di Krummel potrebbe trasformarsi da trampolino di rilancio economico a incubo per le sorti finanziarie della Germania: la struttura nucleare è gestita dal gruppo svedese Vattenfall, che gestisce impianti in tutta Europa, è finita nel mirino delle autorità scandinave per altri incidenti legati al malfunzionamento dei reattori.

I danni dell’impianto di Krummel, dunque, potrebbero essere decisamente peggiori di quanto ipotizzato in un primo momento e gli elettori tedeschi potrebbero rimettere in discussione le certezze della Merkel.

14 luglio 2009 | 09:35

FONTI INFORMATIVE

La Centrale Nucleare di Krummel


 

La raccolta fondi per il pagamento delle spese del Ricorso al TAR procede.

Il ricorso per l'annullamento del decreto del Ministro dell'ambiente , favorevole al progetto Sogin per la dismissione della centale nucleare "E.Fermi" pur in assenza del deposito nazionale delle scorie nucleari , è stato inoltrato . Di seguito alleghiamo il relativo testo. Ricorso al TAR del Lazio.

I primi 2430 euro totali raccolti sono stati utilizzati per pagare le prime spese del ricorso tramite Legambiente  . Nella nostra sede di Corso Cavour sono a disposizione di chiunque voglia , le ricevute di versamento dei Cittadini e la documentazione relativa al ricorso, compreso il bonifico bancario di 2430 euro da noi versati .

Aggiornamento raccolta fondi per Ricorso al TAR :  alla data del 03.09.09, abbiamo raggiunto quota  € 4.135 (contributi dei Cittadini trinesi) + € 2.000 devoluti dai Consiglieri Regionali Giorgio Comella, Alberto Deambrogio ed Enrico Moriconi e da Legambiente e Pro Natura. Totale fondi raccolti: € 6.135.