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Malati di Alzheimer: le famiglie
saranno tutelate?
di
Nicola
Bruno
Volontario Comitato per la difesa dei diritti degli
assistiti
Ho letto
l’articolo pubblicato su “il Monferrato” di martedì 03
gennaio sui malati d’Alzheimer rivisitati dalla
commissione dell’Unità Valutativa Geriatrica e resi come
normali pazienti, creando grande preoccupazione fra le
famiglie (giustamente), perché la nuova valutazione
consente, che i loro cari vengano inseritiin reparti
(media intensità), con un' assistenza inferiore. Questo
passaggio
da “alta
intensità”, a “bassa intensità” chiaramente per l’ASL
comporta un bel risparmio economico: direttive da parte
della Regione affinché vengano effettuati i tagli per
economizzare? Io dico che non si può risparmiare sulla
pelle dei malati cronici non autosufficienti e, ancor
peggio sui malati d’Alzheimer! Si possono ridurre gli
sprechi in Sanità, ma non si può pensare di negare il
diritto alla salute. Purtroppo siamo ancora lontani
dall’aver raggiunto, nel nostro Paese un livello di
servizi che siano di reale sostegno all’ammalato e alla
famiglia e, a misura del loro effettivo bisogno. Sembra
essere una litania, quella che ci sentiamo sempre dire:
non ci sono soldi, lo Stato non ci manda più fondi per
far fronte a tutti i problemi sociosanitari. Non è vero,
il problema è che, verso i problemi di chi si trova in
stato di bisogno non viene posta la giusta attenzione.
La malattia di Alzheimer rappresenta il 50-55% circa
della galassia delle demenze e, al momento non esistono
certezze sui fattori che conducono un individuo ad
ammalarsi di Alzheimer e, dal momento in cui viene
formulata la diagnosi, per tutta la famiglia, non solo
per la persona malata, si apre un doloroso periodo di
vita fatto di incertezza, solitudine, fatica e
preoccupazione, sostenendo un carico finanziario,
affettivo, e psicologico altissimo. Purtroppo dalla
malattia non si guarisce e, sinceramente non capisco il
metodo usato dalla commissione dell’ASL nel rivalutare i
pazienti del reparto”Alfa” affetti d’Alzheimer
valutandoli di “media intensità”. In Piemonte ci sono
22mila persone sofferenti di questo morbo, e la metà,
non riceve alcun aiuto a causa di una carenza di fondi
per la cura e, l’assistenza: un dato questo allarmante.
Un altro dato che dovrebbe far riflettere è che ci sono
11mila anziani non autosufficienti seguiti a casa da
parenti, senza alcun tipo di sostegno, anche economico,
o, in attesa di un letto in una struttura adeguata e,
che sempre a causa dei ridotti finanziamenti, mancano
8mila letti per le cure socio-sanitarie, peggiorando di
fatto la questione delle liste di attesa per i letti
convenzionati. Il comitato per la difesa dei diritti
degli assistiti, che ha sede a Torino in via degli
Artisti 36 (tel. 011/8124469, fax 011/8122595) si offre
volontariamente per le famiglie che vorranno presentare
ricorso contro la decisione della commissione dell’ASL.
Caro lettore,
come avrà letto su queste stesse
colonne, dopo la pubblicazione del servizio sul nostro
giornale, la Casa di Riposo e l’ASL hanno trovato un
accordo che pare essere positivo. Resta l’interrogativo
- che lei giustamente rileva e che merita
approfondimenti - sui malati che vengono assistiti al
proprio domicilio. Il timore delle famiglie è che i
singoli cittadini, il cui potere contrattuale è
evidentemente inferiore a quello dell’istituto
presieduto da Maurizio Carandini subiscano lo stesso
tipo di disconoscimento con gravi conseguenze
nell’accesso agli strumenti con cui garantiscono
l’assistenza ai proprio familiari. (n.d.r.)
Pubblicata su "Il Monferrato" il
13/01/2012
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Lettera di Nicola Bruno e Massimo Aglietta sullo stato
in cui versa l'amministrazione comunale, inviata ai giornali locali.
Sui giornali del 30 dicembre 2011, tra proposte di
cenoni ed aspettative di serenità per il nuovo anno, la
pagina dedicata a Trino, con gli scontri tra gli
amministratori comunali di maggioranza ed i commenti
vari della minoranza, si eleva a supplicare un titolo :
“ Laggiù nel Montana, tra mandrie e cow-boy, c’è
sempre qualcuno di troppo tra di noi “ (celebre
inizio di una pubblicità di Carosello). Il raffazzonato
“panissa western” di Natale, ha come protagonisti
principali quegli stessi “gringos” che meno di due mesi
fa, boccheggiavano sull’argine del Po sostenendo, il
ruolo di chi sa tutelare la gente, unendo le forze,
lavorando con sinergia ed armonia, mai perdendo di vista
nel gioco di squadra, gli obiettivi del bene comune e
della sicurezza, che puntualmente ritroviamo nelle
esternazioni del 30 dicembre. Evviva! Auguri! Come nei
western che si rispettino, il buono (quasi martire), il
brutto ed il cattivo, si affrontano al centro della
piazza mentre, dalle finestre degli edifici circostanti,
piovono a corollario colpi a salve: “ Come si stava
bene quando c’era lo spirito di squadra, iniziale……”,
( chissà di chi sarà la colpa se si è perso?).
Raffiche di manifestazioni di umana comprensione,
riguardanti le motivazioni personali sfociate in certe
“durissime scelte”. Dalla piazza sono attenti a
rilanciare, con qualche “mea culpa” ad hoc ed adeguate
dichiarazioni su come, malgrado gli oltraggi, si sia
riusciti a trascorrere un discreto Natale e ci si
appresti ad affrontare il Capodanno reggendone
stoicamente il peso. Dal saloon, giungono voci su
mancati aumenti di indennità di carica,
sull’inopportunità di dotarsi di addetti stampa
personali, (qui vogliamo spezzare una colt a favore : un
primo cittadino merita di vedersi pubblicate
dichiarazioni intelligenti, che non andrebbero a
pregiudicare le azioni), il vociare si intensifica su
certe dimenticanze di evasione di pratiche e su ripicche
intestine. I contendenti in piazza, non mancano di far
giungere all’orecchio popolare l’elenco dei progetti
futuri, con una pennellata di umiltà si chiede aiuto
“gratis” ai cittadini, perché in fondo proprio di questo
si sente la necessità: qualcuno che si rimbocchi le
maniche……: gli altri. Non può mancare nell’inquadratura
finale, il becchino col metro che, sconsolato, prende
atto delle inevitabili ferite, lasciate aperte e
sanguinanti a futura memoria, (che western sarebbe senza
sugo di pomodoro?). Il degrado politico-sociale di
questa città è ben rappresentato dalla profonda
lacerazione che colpisce la Giunta, che da un po’ di
tempo, amministra la nostra città in preda a forti
crisi politiche interne, che finora si sono risolte in
farse e che hanno di fatto rimandato l’inevitabile resa
dei conti. Non si può continuare ad andare avanti per
tregue armate, tra chi vuol far finta di niente ,
minimizza e chi denuncia situazioni portatrici di propri
interessi: Trino non è un polpettone di carne da
spartirsi, ma una città da rilanciare, e una città non
si rilancia con conferenze stampa di fine anno,
prendendo in giro i trinesi, arrampicandosi sugli
specchi per promettere una Trino migliore che non esiste
e, che, né il Sindaco, né la sua Giunta, sono in grado
di regalarci. Per concludere: ai pochi irriducibili
“gossipari” che avessero aderito al cenone di fine anno
al mercato coperto, sperando di vedere tartine al
salmone sfracellarsi sulle teste dei duellanti,
ricordiamo come finiva quel Carosello: “……E
vedendo la carne Montana che stringo, alè vengon tutti a
mangiare con Gringo!”
Massimo
Aglietta Nicola Bruno
Gennaio
2012
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Giovedì 15 dicembre 2011 alle ore
21
Paolo Ferrero presenta il romanzo
"Una vita in granata"
Targa d'onore al premio Bancarella sport - I
proventi della vendita sono destinatiall' ANFFAS di Casale Monferrato
Vi invitiamo a partecipare a questo bel
momento culturale, sarete tutti ospiti graditi (indipendentemente dalla
fede calcistica) -
Presentazione della serata - Scaricate la
locandina.-
Immagini della
serata -
Articolo pubblicato su "La Sesia" il 20 dicembre 2011.
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Venerdì 11 novembre 2011 alle ore 21
Gianfelice Facchetti presenta il
suo libro
"Se no che gente
saremmo"Giocare, resistere e altre cose imparate da mio padre Giacinto
iniziativa organizzata da Interclub Grange
Neroazzurre e Gruppo senza Sede
Vi aspettiamo numerosi - Scaricate la
Locandina
Articolo pubblicato su "La Sesia" -
Immagini della serata
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4 novembre 2011, Biblioteca Civica
di Livorno Ferraris, ore 21,00: "prepariamoci a vivere
in un mondo con meno risorse, meno energia, meno
abbondanza... e forse più felicità. Presentazione del
Libro di Luca Mercalli "Prepariamoci". Interverrà
l'autore.
Locandina
Petizione popolare relativa
all'assistenza dei malati cronici non autosufficienti:
Ulteriori aggiornamenti
Elenco
completo delle adesioni finora pervenute. Al
riguardo si sottolinea la grande importanza del
sostegno di personalità e di Organizzazioni pubbliche e
private alla Petizione e alle attività di tutela dei
diritti delle persone non autosufficienti;
Documento del 25 ottobre 2011 “Norme
più importanti riguardanti le persone non
autosufficienti perché colpite da patologie o da
handicap gravemente invalidanti: appunti in merito alla
proposta istituzione di un fondo per la non
autosufficienza”;
Testo della Newsletter del 28 ottobre 2011 del
Presidente della Sezione provinciale di Torino
dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti a
sostegno della Petizione.
- Resoconto incontro 4 ottobre 2011;
-
Petizione nazionale; -
Delibera di adesione alla Petizione di vari Enti;
-
Lettera inviata dal Difensore Civico alla direzione
della Sanità della Regione Piemonte;
-
Messaggio
inviato dal Csa (Coordinamento sanità e assistenza fra i
movimenti di base) u.s. al Presidente e ai
Componenti della Commissione Finanze della Camera dei
Deputati. Secondo
comunicato stampa relativo alla raccolta firme.
Gentile direttore,
sabato 1° ottobre , nell’ambito della manifestazione
“cioccolatissima” tenutasi in Crescentino,
l’Associazione Culturale “Gruppo senza sede”, ha
presenziato uno degli stand per promuovere la cultura e
la solidarietà a cura del Centro servizi per il
volontariato della Provincia di Vercelli, nell’occasione
sono state raccolte congiuntamente 120 firme in appoggio
alla seconda petizione Regionale per difendere i diritti
esigibili dei cittadini più deboli e, altrettante 120
firme a sostegno di una nuova petizione popolare
Nazionale per il finanziamento dei “Lea”( Livelli
assistenziali di assistenza sanitaria).
Con la nuova petizione popolare nazionale (promossa
dalla Fondazione Promozione Sociale onlus di Torino
assieme ad altre organizzazioni) si chiede ai nostri
Parlamentari di assumere gli urgentissimi provvedimenti
necessari per assicurare la completa copertura
finanziaria dei “Lea”, in quanto a rischio i diritti
delle persone non autosufficienti, a causa del disegno
di legge n. 4566 “Delega al Governo per la riforma
fiscale e assistenziale”, presentata alla Camera dei
Deputati il 29 luglio scorso. Da parte di molti
amministratori di Regioni e di Comuni l’iniziativa
dovrebbe modificare le norme vigenti allo scopo di
imporre la compartecipazione delle famiglie alle spese
di ricovero dei congiunti non autosufficienti presso
strutture residenziali. Ricordiamo che attualmente in
caso di ricovero, la retta è coperta dall’Asl al 40% al
70%, mentre l’altra parte è a carico dell’utente sulla
base dei suoi redditi e beni, senza alcun coinvolgimento
dei congiunti: l’eventuale quota non coperta dall’utente
è a carico del Comune. Con la riforma fiscale e
assistenziale vi è altresì il rischio del peggioramento
delle attuali condizioni previste per l’erogazione delle
pensioni di invalidità e delle indennità di
accompagnamento. Come membri dell’Associazione Gruppo
senza sede, da sempre sensibili alle problematiche
sociali, daremo pieno appoggio a questa nuova petizione
visto le decine di migliaia di persone non
autosufficienti (anziani colpiti da patologie
invalidanti, dementi senili, soggetti con handicap
intellettivo,malati psichiatrici gravi e limitata
autonomia) alle quali sono molto spesso negate le
prestazioni socio-sanitarie. In base ai Lea, le persone
sopra indicate hanno il diritto esigibile alle
prestazioni socio-sanitarie: semiresidenziali
(centri diurni per dementi senili o per i soggetti con
handicap intellettivo o per i malati psichiatrici molto
gravi) e residenziali (Rsa, Residenze sanitarie
assistenziali o strutture analoghe o comunità alloggio
per le persone con handicap). Detti diritti devono
essere attuati dalle Asl e dai Comuni singoli e
associati, che non possono negare o ritardare le
prestazioni nemmeno con il pretesto della mancanza di
finanziamenti o di personale.
Il testo della Petizione popolare nazionale è
scaricabile dal sito
www.fondazionepromozionesociale.it in cui sono anche
elencate le modalità per ottenere l’attuazione dei
diritti previsti dalle leggi vigenti.
Trino, 10 ottobre 2011
Il Gruppo senza sede
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I nostri Amici


Scuola di pace di Boves



Gruppo
di Ricerca per
la Prevenzione
della Patologia
Ambientale -
Associazione Scientifica senza fini di lucro

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Visitate le altre
pagine del nostro Sito, dove potrete trovare i documenti sulle nostre
attività, ulteriori informazioni ed approfondimenti sui temi che ci
stanno a cuore.

I sottoscritti
componenti del «Comitato per la petizione popolare a sostegno
della Partecipanza dei Boschi» chiuderanno entro il corrente mese di
novembre la pubblica sottoscrizione.
La ragione è nota: con
un colpo di mano legislativo indicibile la Giunta Regionale del Piemonte
ha di fatto eliminato l’autonomia e l’indipendenza della Partecipanza
dei Boschi nella gestione del suo patrimonio di comunità, nonché la sua
rappresentanza istituzionale all’interno del nuovo ente di gestione
denominato «aree protette del Po Vc/Al e del Bosco delle Sorti della
Partecipanza di Trino».
Attraverso la nostra
petizione popolare i firmatari sottoscrivono semplicemente l’ ordine del
giorno deliberato dal Consiglio Comunale di Trino in data 29 settembre
2011: “Intervenire nei confronti del Presidente della Regione,
dell’Assessore Regionale competente, della Giunta e del Consiglio
Regionale affinché si proceda tempestivamente a modificare il testo
licenziato dal Consiglio Regionale in data 28.7.2011…ripristinando in
tal modo la precedente situazione legislativa che ha dimostrato di
portare significativi benefici ad un unico e plurisecolare patrimonio di
comunità ed a tutto il territorio circostante”. Si chiede cioè che
sia ancora garantita la rappresentatività della Partecipanza all’interno
dell’area protetta che porta il suo nome ed assicurata alla stessa la
gestione diretta del Bosco delle Sorti, così come avviene dal 1275.
Molte persone (tanti
giovani), come semplici cittadini e come rappresentanti di gruppi
sociali e culturali, hanno sottoscritto la petizione, dimostrando
tangibilmente solidarietà civile e territoriale, rispetto per la dignità
istituzionale e (soprattutto da parte dei Trinesi) un forte legame
affettivo all’antico Sodalizio ed al suo bosco. Fra le altre che ancora
si aggiungeranno non potranno mancare, a nostro avviso, l’ing. Ettore
Broveglio e il dr. Dario Zocco, rispettivamente Presidente e Direttore
del Parco del Po Al/Vc; sono infatti personalità di spicco del mondo
politico-amministrativo ed ambientale piemontese, la cui onestà
intellettuale non può disconoscere come l’autogoverno dei “partecipanti”
abbia reso possibile, per 19 anni, la corretta e vantaggiosa gestione
(sia finanziaria sia colturale) del Parco Naturale del Bosco delle
Sorti, e come la storia plurisecolare della Partecipanza rappresenti un
vero e radicato patrimonio culturale e territoriale della comunità
vercellese ed alessandrina. Per questo attendiamo la loro
sottoscrizione-dichiarazione pubblica: per noi e per la Partecipanza
rappresenterebbe un riscatto significativo ad una ingiusta (ed inutile)
norma giuridica a danno dell’antico Sodalizio trinese.
Trino, novembre 2011
Nicola Bruno, Santina
Ferrarotti, Giuseppe Fracassi, Piero Gennaro, Patrizia Massazza, Orlando
Osenga.
*********
GSS:
Più rispetto per il comunismo.
Gentile Direttore, Il
consigliere comunale di minoranza Alessandro Giolito in ogni suo
intervento riesce a sprigionare preoccupanti dosi di incultura e
arroganza. Prendiamo l'ultimo consiglio comunale (29 settembre 2011) in
cuiha affermato: " Quando io divenni assessore al bilancio nel 2002
subentrai dopo 27 anni di comunismo: non avevamo investimenti, eravamo
senza soldi in cassa, con mutui pazzeschi da pagare". Al di là
dell'affermazione che il comune fosse in bancarotta, sulla quale gli
amministratori del tempo dovranno zittire Giolito, quel che colpisce
dell'intervento è il riferimento ai "ventisette anni di comunismo". Non
è infatti tollerabile che un rappresentante delle istituzioni
repubblicane possa insultare la nostra storia cittadina e le tante
persone che, attraverso la passione civile e politica, l'hanno
determinata. tra queste molti comunisti: Achille Pollone, Vincenzo
Palazzo, Carlo Irico, Antonia Pollone, Angelo Irico, Pietro
Montarolo, Francesco Audisio, Mario Novarese, Luigi Tricerri, Francesco
Montarolo, Mario Fiore, Mario Florio, Emiliana Gorlero, Eusebo Mandosino,
Luigia Ferraris, Vincenzo Guaschino, Luigi Gardano, Vittoria Dorato,
Antonio Coralli, Domenico Tavano, Carlo Tricerri, Lina Tavano, Giovanni
Osenga, Adriano Demaria. Questi concittadini, dal 1921 agli anni
'70 del secolo scorso, hanno partecipato alla vita
politico-amministrativa e sociale di Trino, contribuendo alla lenta e
faticosa emancipazione della povera gente trinese da cui, volente o
nolente, la maggior parte di noi (Giolito compreso) discende. Tra i nomi
citati, i fondatori del PC d'I. di trino, due caduti per la Resistenza,
tre sindaci, diversi assessori e consiglieri comunali, sindacalisti e
attivisti che, in vario modo, hanno costruito le basi per quelle
amministrazioni democratiche all'interno delle quali il Pci, dal 1946 ad
oggi, ha saputo collaborare sia come foza di governo sia come forza di
opposizione. Per queste ragioni il consigliere Giolito deve rispetto
agli "anni di comunismo" trinese.
Associazione
Culturale Gruppo senza Sede. Pubblicato su "La Sesia dell'11/10/2011
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